da commessa disperata a cliente infuriata.

Primo giorno di saldi. Sono da Mango, mi aggiro tra l’enorme quantità di abiti al 50%. Il Parasido della shopper maniaco compulsiva. In lontananza sento una donna che si accanisce sulla povera responsabile del negozio:

 

“Comunque siete dei ladri, ieri le cose erano in promozione al 40% e oggi me le mettete al 50?”

“Signora, guardi, i saldi iniziano ufficialmente oggi. Cosa dovrebbero dire le signore che hanno comprato al 20%? Lei è stata fort…”

“Fortunata un cazzo! Io adesso chiamo l’associazione consumatori perché siete dei truffatori!”

 

Chiami, chiami, signora. Si faccia dare della pirla anche da loro, visto che aveva fretta di comprare il giorno prima dei saldi.

 

a che ora chiude? ora.

a meno di un anno di vita di questo blog, devo fare un annuncio.

forse è meglio breve e conciso come tutte le puttanate scritte qui sopra.

forse è meglio dirvelo senza giri di parole. chiaro e pulito come la migliore offerta telefonica che abbiate sempre desiderato.

QUESTO BLOG OGGI CHIUDE.

con tante cose che vorrei scrivere non riesco a far altro che fissare queto vuoto cosmico di pagina e masticarmi la guancia.

giochicchio anche un pò con le dita, controllo minuziosamente la lunghezza delle unghie e cose di questo genere.

il fatto è che mi ero datsa un obbiettivo nella vita e grazie anche a questa tappa e a quest’improvvisata idea di condividere con voi uno spaccato di umanità vera ho salito un gradino nella lunga scalinata delle mie ambizioni personali.

vi risparmierei tutta la pappardella smielosa su come, giovane virgulto pieno di sogni, mi traferii a Torino dove per guadagnarmi da vivere iniziai a fare la commessa ecc ecc blablabla già sbadigliamo tutti e qualcuno s’è pure fatto di insulina e passerei direttamente ai ringraziamenti.

ai miei colleghi che sono inanzitutto miei amici e con cui ho condiviso scene che voi umani non potete nemmeno immaginare,

a tutti i miei amici che mi hanno sopportato nei momenti di sclero (soprattutto in quest ultimi 7 mesi)

a tutti i miei amici dell’etere che via facebook mi esortavano a scrivere libri,

a tutti coloro che mi hanno ringraziata perchè tenevo loro compagnia con i miei status,

a tutti quelli che mi hanno detto che scrivo bene e tutti quelli che mi hanno detto che scrivo di merda,

a tutti quelli che mi han detto di continuare a sperare in meglio e a chi mi ha sempre ripetuto di accontentarmi perchè tanto non andrò mai da nessuna parte,

a tutti quelli che, vedendo che mi occupavo di telefonia, si sono presi la briga di parlarmi dei loro telefoni, o di chiedermi fuori dall’orario di lavoro mille cose sulle promozioni senza accorgersi minimamente che dopo aver parlato per ore della stessa cosa, una persona non ha voglia di rifarlo davanti a una birra,

a chiunque si sia fatto due risate passando di qui.

ma in particolar modo

a tutti i clienti che sono diventati parte di un racconto lungo un anno

GRAZIE

senza di voi tutto questo non sarebbe stato possibile. non avrei mai vinto l’Oscar per Titanic, grazie.

grazie perchè io ero una persona buona, non rispondevo mai, tendevo a fidarmi dell’umanità. grazie, mi avete fatto perdere la pazienza, e io sono un toro. e i toro sono noti per la loro infinita pazienza. no, spesso e volentieri non mi avete divertito, spesso e volentieri mi sarebbe piaciuto salire sul bancone e, gomito in fuori, farvi una di quelle mosse wrestling da moviola.

no, non mi mancherete. o meglio, mi mancherete nella misura in cui a fausto leali manca il buio che spegne il chiasso della gente.

https://www.youtube.com/watch?v=M4LgHI3wnDc

da oggi entro nel favoloso e scintillante mondo degli “i hate mondays” e  dei “thanks god it’s friday”.

tipo che probabilmente il primo weekend libero (il primo dal 2008) avrò una crisi di panico.

per qualche assurda ragione qualcuno ha deciso di pagarmi per scrivere. e dovrò metabolizzare anche questa informazione, dato che la mia autostima mi impedisce di farlo a dovere.

ma si sa, quando si chiude una porta si apre un portone. quando si chiude un blog, se ne apre un altro.

e quando entate in un negozio, ricordatevi che chi sta dietro il bancone è pagato per aiutarvi, non servirvi.

no aspetti!

“voglio due ricariche”

“da quanto?”

“tutte e due da 10, su due numeri diversi.”

“bene, allora da 10 euro…mi dice il primo numero?”

“no aspetti! è solo una da 10 su un numero da 10 e l’altra da 10 su un numero”

ma vaaaaaaa. io non capisco l’italiano.

“si. mi serve il primo numero infatti”

“ma poi arriva la ricarica o no?”

no, ti mando un piccione viaggiatore, ma in piazza san marco a venezia così non lo trovi e la tua ricarica non saprai mai dove andrà a finire.

 

oh telefonata

“ho perso la sim ma telefonata.”

“scusi?”

“telefonata.”

“…vuoi sapere le offerte che hai sulla tua scheda?”

“no voglio sapere perchè telefonata se fa bip bip bip”

“………………………”

“se chiamo il mio numero fa bip bip bip?”

“non sono un veggente”

non mi legge la sim

“io metto la sim della chiavetta nel telefono ma non è vero che nei telefoni funzionano perchè io la metto nel telefono e non legge”

“non legge cosa? non le legge la sim?”

“eh che magari devo configurare”

mi illumino d’immenso

“mi sta dicendo che non le legge la sim o che non le funziona internet sul cellulare signore?”

“no mi legge l’internet nel cellulare. eh, non legge la sim”

“si, sono due cose diverse. una si chiama configurazione internet e l’altra si dice sim guasta.”

e impara a esprimerti per dio.

fifty fifty

“mi servono il codice fiscale e il documento di identità”

“io c’ho il mio documento e il codice fiscale del mio amico va bene lo stesso?”

 

io ho la patente di gianni morandi e il codice fiscale di cicciolina, va bene lo stesso?